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RASS. STAMPA 2009
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RASSEGNA STAMPA ANNO 2009
 
data documento: 
19-03-2009 
giovedì
20/03/2009 
GIANFRANCESCO D'ANDREA  
Sensibilità ambientale senza confini. In un’area protetta, quella del parco regionale del Matese, dove in un bosco di faggi si ha persino l’occasione di imbattersi in una antenna parabolica ben installata sulla corteccia di un inerme albero secolare, per non perdere le chicche televisive nonostante la poesia dei luoghi e la possibilità di «staccare la spina» per un weekend a contatto con la natura. Ironia a parte, l’inverno prodigo di neve ha regalato questa singolare scoperta ad un gruppo di sciatori, assidui frequentatori di Bocca della Selva, località sciistica divisa a metà fra i comuni di Piedimonte Matese e CUSANO Mutri. Altro che incursioni nella natura ovattata dalla neve: fra i sentieri che circondano il mini centro direzionale della stazione sciistica, dove sorgono per lo più villette e piccoli residence, ecco incastonata la parabolica con tanto di bulloni e plancia di sostegno. Un'operazione che non si consuma in pochi minuti, eppure, fra i residence di Bocca della Selva l’antenna dà bella mostra di sé e come è riuscito agli sciatori di individuare questo piccolo crimine ambientale, potrebbe certamente riuscire alle forze dell’ordine (in primis polizia provinciale e corpo forestale). Senza contare che, al di là dell’insensibilità ambientale che può aver ispirato un gesto del genere, la presenza di un’antenna parabolica in un boschetto di faggi è certamente un’insidia di non poco conto: passi il problema dei campi elettromagnetici (le città sono boschi di antenne, figurarsi un’antenna in un bosco vero quali danni potrebbe portare), ma l’effetto parafulmine in caso di temporali è stato tenuto in debito conto dall'anonimo installatore? L’ennesimo atto di inciviltà in un’area verde che, pur essendo il giardino di Terra di Lavoro, non è immune da eclatanti esempi di rifiuti ingombranti abbandonati in pieno bosco o nelle aree strategiche del Parco (vedi belvedere di Miralago). 
 

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